Capricci

Dedicato a chi suona gli strumenti ad arco.
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licuti
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Capricci

Messaggio da licuti »

Carissimi, sto ascoltando i 24 capricci di Paganini (Accardo per DG) per la prima volta da quando ho iniziato a suonare il violino e quindi da quando ho acquisito una diversa prospettiva di valutazione.

AHHHHHHH!!! Ma è un festival di corde doppie, salti, picchettature, balzi, arpeggi, scale a perdifiato!!!
Solo a pensare di fare io tutto 'sto lavoro, mi stanco...

uffa! ce la farò!

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Susanna
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Messaggio da Susanna »

Io li ho sempre trovati di una difficoltà mostruosa e ogni volta che li studiavo (per il diploma) pensavo che Paganini aveva sicuramente una tecnica al di sopra della norma...
Da poco tempo sono venuta a conoscenza di quella che viene definita la tecnica paganiniana e che spiegherebbe molto:
http://www.fondazionesfilio.it
Ancora però devo capire come metterla in pratica; credo sia abbastanza complesso.

Rimango sempre a bocca aperta quando sento la tecnica che mi stupisce, ma amo di più la musica che mi commuove.

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bach76
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Messaggio da bach76 »

Susanna qual'e' il libro ?E' quello scritto da FRANCESCO SFILIO
"Alta cultura di tecnica violinistica" oppure " Nuova scuola violinistica italiana"
sempre di F.SFLIO?


:D :P :wink:

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andrea69
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Messaggio da andrea69 »

Susanna ha scritto:Io li ho sempre trovati di una difficoltà mostruosa e ogni volta che li studiavo (per il diploma) pensavo che Paganini aveva sicuramente una tecnica al di sopra della norma...
Da poco tempo sono venuta a conoscenza di quella che viene definita la tecnica paganiniana e che spiegherebbe molto:
http://www.fondazionesfilio.it
Ancora però devo capire come metterla in pratica; credo sia abbastanza complesso.
Se vuoi procurarti qualche tendinite...
Su quello che Sfilio afferma riguardo la mano sinistra (leggerezza delle dita per intonazione e velocità, cambi di posizione soprattutto col polso) sono d'accordo.
PER TUTTO IL RESTO compreso il braccio sinistro appoggiato al torace, posizione del pollice sinistro esageratamente avanzata, la presa dell'arco e altre storie, è una tecnica DEL TUTTO SUPERATA e soprattutto molto innaturale. Oggi giorno si utilizzano metodi di insegnamento che consentono a molta più gente di arrivare a risultati tecnici ragguardevoli. La spalliera e la mentoniera poi sono state inventate per qualcosa, no?
E' notorio che Paganini non fu mai un asso in termini di potenza di suono e ricorse a numerosi artifici per supplire a questo problema: l'uso del Cannone di Guarneri, l'accordatura nel Primo Concerto mezzo tono sopra il la dell'orchestra. Nel confronto con Lafont, Paganini stesso affermò che il rivale aveva più suono di lui...
Quel tipo di tecnica può funzionare solo per chi è dotato di mani grandi e dita affusolate, braccia lunghe e suona senza spalliera. Non consentendo inoltre di tenere il violino orizzontale, è perciò difficile avere un "gran bel suono"come Kavakos o Vengerov. Questa posizione del braccio sinistro porta alla lunga a contrarre i muscoli della spalla sinistra e dell'ascella, comportando possibili ulteriori problemi al polso, all'anulare e al mignolo.
Per il braccio destro la ritengo addirittura censurabile perchè non ti consente di scaricare il peso del proprio braccio sull'arco. Non è possibile oggi giorno pensare che il pollice destro debba fare da fulcro tra l'indice ed il mignolo: chi la pensa così non sa che l'arco è e resterà sempre una leva svantaggiosa, e l'unico metodo per applicargli peso e quindi suono è quello di scaricare tutto il proprio peso sull'indice.
Questa cosa l'affermavano addirittura Geminiani e Tartini nei loro scritti, ben prima di Sfilio e Gaccetta.
Quindi, vista la diffida del signor Gaccetta, posso solo dire che me ne guardo bene di insegnare i suoi principi, proprio perchè penso siano obsoleti e partano da presupposti errati.
Scusate il mio sfogo didattico...

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licuti
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Messaggio da licuti »

Beh, se lo sfogo è così ben documentato, ben venga!
Usando una tecnica "normale" (immagino come quella che mi sta faticosamente insegnando il mio maestro) quali possono essere le principali difficoltà tecniche dei Capricci?

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andrea69
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Messaggio da andrea69 »

cerca intanto un assetto mentoniera-spalliera che ti consenta di tenere senza sforzo il violino orizzontale ed il braccio sinistro completamente libero e privo di tensioni (il violino messo di tre quarti è sempre la miglior soluzione, vedi Vengerov, Kavakos, Mintz, Oistrakh e tanti altri).
I cambi di posizione vanno studiati il più possibile col polso con la mano per così dire "aderente" al manico del violino.Inoltre è necessario considerare diteggiature che consentano meno cambi di posizione possibili, preferendo allungamenti o "spostamenti in loco" a cambi veri e propri. Da questo punto di vista la stragrande maggioranza delle revisioni dei capricci sono da rivedere. A mio giudizio la peggiore è sicuramente quella di Flesch, accettabile quella di Galamian, buonine quelle di Accardo e Gulli. In quest'ultime ci sono migliori riferimenti al manoscritto originale paganiniano. E' indubbio che Paganini utilizzasse diteggiature particolari, che permettono risultati strabialianti, ma che ha invariabilmente omesso di trascrivere nelle proprie musiche. Tentare di ricostruirle permetterebbe certamente un più facile raggiugimento di buoni risultati nell'esecuzione dei Capricci.
Per la destro serve estrema mobilità del polso e delle dita della destra per i colpi d'arco più impegnativi. Il capriccio n.2 è un ottimo studio per l'uso del polso destro. Il n.16 per il detachè ed i giri di corda.
Se hai voglia comincia a studiare questi due. Poi il finale del n.21 andrebbe bene per sviluppare il picchettato.
Ultima modifica di andrea69 il sabato 28 gennaio 2006, 14:32, modificato 1 volta in totale.

jofal
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Messaggio da jofal »

Licuti, ma non stai correndo troppo? O al cpsm fanno miracoli??
8O

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licuti
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Messaggio da licuti »

jofal ha scritto:Licuti, ma non stai correndo troppo? O al cpsm fanno miracoli??
8O
Giovanni, non mi sono mica impazzito, era solo una curiosità e per questo ringrazio Andrea che mi ha risposto con dovizia di particolari. Ne farò tesoro per quando ne avrò bisogno (e ci vorrà, ahime, ancora tanto tempo).

Vado avanti con i capricci: quale interpretazione registrata a vostro giudizio (parlo sia di giudizio tecnico da violinista, che di giudizio musicale) è la migliore?

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andrea69
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Messaggio da andrea69 »

dei viventi metto Kavakos, Quarta (un po meno), Rogliano.
dei violinisti di passata generazione sicuramente Michael Rabin.

jofal
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Messaggio da jofal »

licuti ha scritto:Giovanni, non mi sono mica impazzito....
Fiiiiiuuuuuuuuuu!!!! Per un attimo avevo temuto... :lol:

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licuti
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Messaggio da licuti »

jofal ha scritto:
licuti ha scritto:Giovanni, non mi sono mica impazzito....
Fiiiiiuuuuuuuuuu!!!! Per un attimo avevo temuto... :lol:
Paganini no, ma Tartini...
:wink:

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Messaggio da Giva »

licuti ha scritto:
jofal ha scritto:
licuti ha scritto:Giovanni, non mi sono mica impazzito....
Fiiiiiuuuuuuuuuu!!!! Per un attimo avevo temuto... :lol:
Paganini no, ma Tartini...
:wink:

8O di già???? 6 un fenomeno allora!

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Preludio
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Messaggio da Preludio »

Una chicca incredibile... Ho ascoltato il Capriccio n.24 suonato da Yo-Yo Ma con il violoncello :P Magnifico!!!!

Preludio

PS: Continuo a sognare violoncelli :oops: , come si costruiscono, come si suona...E c'è sempre il suo suono in sottofondo quando sogno... :D

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Giva
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:alc:
:P

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SCUOLA DI FRANCESCO SFILIO

Messaggio da pietrinomilaresol »

Rispondo ad Andrea 69. Seguo da tre anni il metodo di Francesco Sfilio. Poche parole, perché le critiche di andrea sono comprensibilissime da chi non è addentro alla scuola, e non ne conosce le basi, o le interpreta sulla base delle sue conoscenze. E come dargli torto, quando si legge su internet un sito dove, cercando in buona fede di spiegare le basi della tecnica, si legge più o meno "viene rifiutato qualsiasi tipo di rilassatezza muscolare"? C'è una differenza abissale fra tensione e tonicità muscolare. Abissale. E una frase simile fa credere che la scuola esiga di suonare contratto e indurito, una follìa se fosse davvero così. Questo E' FALSO, INCREDIBILMENTE FALSO, e mi fa incazzare da morire. Del resto io stesso, prima di cambiare tecnica, trovavo assurde e obsolete le cose scritte nei due famosi libri: e, col tempo, mi sono accorto che purtroppo possono dare adito a incomprensioni, perché la mancanza di fotografie, e comunque di una esperienza diretta che impedisca sul nascere fraintendimenti, è abbastanza invalidante. Concordo con andrea che non sia una tecnica applicabile in maniera "inconsapevole", e che facendo così si abbia più danni che risultati: bisogna molto bene ascoltare cosa dice il proprio corpo (ma questo lo si dovrebbe fare comunque, a prescindere dalla tecnica applicata). Ma che servano mani lunghissime e dita affusolate, braccia da bradipo, che non si abbia suono, che non si scarichino i pesi, che vengano le tendiniti eccetera è tutto, mi si perdoni... Inesatto. Totalmente. Lo dico perché me lo posso permettere: sono alto 165 cm, le mie mani sono piccolissime (il mignolo poi è estremamente corto), le braccia non sono da nano ma comunque sono in relazione alla mia altezza (Se volete vi mando delle foto :)). La posizione è contorta solo se la si vede in maniera statica e non si prende in considerazione il corpo del violinista IN MOVIMENTO, TUTTO il corpo, non solo le braccia e le spalle, ed è certamente contorta se si vuole applicarla meccanicamente, si vogliono ricostruire delle sensazioni di violino "a spalliera" dove la spalliera non c'è e dove il violino non poggia quasi mai sulla spalla, e se ci si incaponisce a considerare "assurda" la posizione della mano sinistra sul manico (ammetto che all'inizio sia molto, molto difficile accettarla e applicarla: ma, ai nostri inizi di studio, pur forniti di spalliera, mentoniera, Stradivari, Tourte eccetera, era per caso facile sorreggere il violino? Ci sembrava semplice tirare l'arco per un detaché?). Posso assicurare, perché so quello che dico, che la tecnica d'arco è tutto meno che efficace, che la tenuta del violino è tutto meno che comoda (Oh, certo, non è bella a vedersi. Per quanto mi riguarda, chissenefrega). Che l'eliminazione della spalliera mi ha finalmente liberato da tutta una serie di problemi alla cervicale che consideravo inevitabili malattie del mestiere (si chieda ad Accardo, che certo non si può dire non sappia suonare, cosa gli combinò la spalliera che usava alla fine degli anni '70-inizio '80). Heifetz, Oistrahk, Kogan, Grumiaux, Francescatti, Gitlis, Stern, Mutter, Dumay, Repin suonavano e suonano senza spalliera e non mi sembra siano impediti nei movimenti. Certo ci vuole tempo, gradualità soprattutto. Ciò vuol dire che la spalliera e la tecnica "classica" è lo spauracchio da evitare come la peste? Naturalmente no, i fondamentalismi fanno sempre ridere. In una tecnica che preveda la spalliera, è necessario usarla. Cum grano salis, però: e spesso questo non viene fatto, lasciando gli allievi a loro stessi nell'innalzare sotto la propria spalla dei grattacieli assolutamente, di solito, alti ben oltre ciò che servirebbe.
Tornando a noi e a Sfilio, certo, occorre molto tempo, molti mesi, per assimilare, dopo tanti anni, un diverso assetto degli equilibri, bisogna essere un po'... incoscienti. E certo non si cambia una rapa in oro, se uno non ha talento continua a non averlo. Lungi da me l'idea di considerare questa scuola in maniera maniacale, assolutista: sarei assurdo. Ma, perdonami andrea, non si può con una malcelata ironia e un po' di sufficienza, come fai tu, denigrare ciò che non si conosce.
P.S.: ho quarant'anni, e per decenni ho suonato "classicamente": quindi conosco bene "la controparte". Sono stato allievo di un allievo di Krebbers e di un allievo di Romano, e con essi mi diplomai. E il fatto che abbia cambiato impostazione non mi impedisce di riconoscere la grandezza di questi due maestri e la fondatezza dei loro insegnamenti, larga parte dei quali non ho assolutamente intenzione di dimenticare.
P.P.S.S.: non ho nessuna voglia di innescare nessun tipo di polemica, il mondo è bello perché è vario (vai coi luoghi comuni), e per me tutto finisce qua. Sentivo solo giusto esprimere la mia esperienza diretta. Ognuno è padrone di considerare scemenze tutto ciò che ho scritto, il mio dovere, soprattutto verso me stesso, era scriverle e basta.
Pietro

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