Epigrafe di Ric. Antoniazzi

I liutai: i loro strumenti e le loro biografie.
eccius
Frequentatore
Frequentatore
Messaggi: 95
Iscritto il: martedì 11 novembre 2008, 0:00
Contatta:

Messaggio da eccius »

Capisco le preoccupazioni, che denotato scrupolo da tutti i frequentanti del forum assia apprezzato, di Claudio.
Ma non credo che le parole di Edi siano da ritenersi offensive o lesive della memoria del grande Bisiach sr. Io penso che sia solo utile inquadrare il riferimento agli asseriti scempii (recte: imperfezioni) in chiave storica, ossia avendo riguardo a uno scenario d'inizio Novecento ove - come già detto - la cultura per il restauro degli strumenti antichi era in Italia abbastanza incompiuta (lo iato con le scuole di restauro anglosassoni era all'epoca molto profondo).
Nello stesso tempo aggiungo che in Italia anche la cultura della certificazione era non particolarmente avanzata nel predetto periodo; e come noto il caposcuola di origine piemontese ha sottoscritto moltissime expertises, che oggi sono diffusamente considerate "deboli". Tale considerazione non incrina il prestigio di Bisiach, che è e rimarrà immutato. Peraltro gli strumenti di Bisiach sr., realizzati in collaborazione con gli Antoniazzi, raggiungono spesso livelli di perfezione assoluta (in particolare alludo agli strumenti antecedenti agli anni 1910 circa).
Come era presagibile, dalla epigrafe di Ric. Antoniazzi la discussione si è inclinata sul lato dei rapporti con Bisiach sr.
La ricchezza delle opinioni è patrimonio del forum. Noi tutti siamo custodi di tale patrimonio (e noi tutti siamo debitore verso Claudio, cui va il mio personale ringraziamento; osservo per inciso che il premio di recente attribuitogli è il segnale dell'apprezzamento riscosso nel mondo della liuteria e della cultura in genere).
Avatar utente
edi
Utente Esperto II
Utente Esperto II
Messaggi: 2173
Iscritto il: venerdì 30 novembre 2007, 0:00
Località: Fulginium ac Vacium
Contatta:

Messaggio da edi »

Esatto Eccius, non era minimamente mia intenzione essere offensivo nei confronti dei maestri Bisiach (e mi dispiace se si possa essere pensato questo perché ritengo che abbiano contribuito grandemente alla storia della liuteria), dato che all'epoca era una pratica diffusa ed accettata e la ritenevo quindi cosa risaputa.
Avatar utente
claudio
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 12101
Iscritto il: sabato 15 maggio 2004, 0:00
Località: Tivoli
Contatta:

Messaggio da claudio »

Rinnovo l'invito a chiunque frequenti questo forum di citare sempre le fonti, qualora si abbia occasione di citare fatti e parole attribuiti ai liutai e alle persone in generale.
I fatti devono essere sempre separati dalle opinioni.
Francamente è la prima volta che sento parlare dei Bisiach in modo non proprio positivo, ne sono molto sorpreso, perchè non mi risulta che si siano resi protagonisti di alcuno scempio. Anzi, in una lettera del collezionista Witten citata nel libro voluto da F. Bissolotti "Dalla Liuteria alla Musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi", la famiglia Bisiach ne esce in modo lusinghiero e vi si intuisce grande cura e rispetto per gli strumenti antichi.
Riguardo alla tecniche del restauro, va notato che i liutai italiani, pur non avendo avuto la notorietà degli Hill, non sono mai stati inferiori a chicchessia in quanto ad abilità e rispetto per gli strumenti antichi. Sacconi è stato uno dei più grandi liutai e restauratori del 20° secolo e non mi risulta che sia mai stato a Londra ad imparare il mestiere. Il cosiddetto "scempio" di strumenti antichi, è peraltro attribuito, questo sì, alla dispersione del nostro patrimonio da parte di molti liutai e musicisti bisognosi di "far cassa". Ciò è riportato spesso in libri, lettere, monografie e biografie che riguardano la liuteria italiana, è un fatto di dominio pubblico e basta documentarsi un pò per constatarlo.

Ne approfitto per ringraziare a mia volta Eccius per la sua disponibilità e competenza, vorrei però saperne di più su Antoniazzi e le circostanze drammatiche degli ultimi anni della sua vita.
andante con fuoco
Rispondi