La forma PG di Francesco

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CheccoPi
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La forma PG di Francesco

Messaggio da CheccoPi »

Ecco qua dopo alcuni cicli di compressione di file riesco a trascinare qualche foto.
Trattasi di pioppo; mai piu' mi cimentero' con questo tipo di multistrato perché poco duro e inghiotte letteralmente punte e mine da compasso.
Scusate se il tratto di contorno non viene fuori bene ma non ho ancora ingrossato con mina morbida.
Grazie ancora per quanti vorranno evidenziare i miei errori così da correggermi.
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foto3_optimized.jpg
foto2_optimized.jpg
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CheccoPi
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Re: Forma PG disegnata con Geogebra

Messaggio da CheccoPi »

ecco anche alcune misure riportate dalla forma
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claudio
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da claudio »

Ho diviso i messaggi riguardanti il disegno della tua forma in modo da non ingolfare la discussione dedicata del disegno con Geogebra.
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CheccoPi
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da CheccoPi »

claudio ha scritto: giovedì 18 giugno 2020, 20:58 Ho diviso i messaggi riguardanti il disegno della tua forma in modo da non ingolfare la discussione dedicata del disegno con Geogebra.
Grazie
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claudio
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da claudio »

Il disegno mi sembra eseguito molto bene, una buona mano è sicuramente utile anche per tutte le fasi che riguardano la costruzione del violino.
Il multistrato in pioppo non è proprio il legno d'elezione per la costruzione della forma perché troppo tenero, c'è chi ovvia a questo maggiorando lo spessore, tieni però conto che le forme stradivariane originali erano spesse circa 13mm, per una conferire alle fasce una precisa caratteristica.

Io normalmente uso il compensato marino, che si trova di spessore di 12.5mm, o altrimenti se ne prende uno da 15mm e lo si pialla portandolo a 13mm. Oppure si prende un pezzo di legno duro, noce e simili, e lo si lavora, ma bisogna fare attenzione perché il legno massello ha la pessima abitudine di imbarcare se non è ben scelto e stagionato.

Purtroppo le tue foto mostrano il disegno in prospettiva, per cui poco o niente si può dire sulle proporzioni e sull'andamento delle curve. Chi disegna la forma usando il CAD è facilitato nella condivisione. Non ricordo se tu sia partito dal disegno al computer.

Ad un primo esame le punte paiono troppo corte, inoltre dopo aver disegnato la forma bisogna procedere alla determinazione degli zocchetti delle punte, di testa e di fondo, per i quali rimando alle misure date da Sacconi nel suo libro. Per gli zocchetti delle punte c'è più margine di tolleranza, in quanto non essendo parti ben condificabili e suscettibili di variazioni infinite (basta pochissimo e il violino cambia stile), bisogna andare un po' per tentativi possibilmente aiutandosi con misure reale degli strumenti, loro pubblicazioni in scala reale, e simili.

Dai un'occhiata anche a questa discussione, in cui il disegno della forma infine è scaturito in qualcosa che mi sembra riuscito decentemente:
viewtopic.php?f=14&t=7651
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da CheccoPi »

Grazie Claudio per le tue parole; Il pioppo mi ha fregato come un fesso. Ho due tavoloni in noce ( americano, e canaletto) che comprai circa 20 anni fa per i lavori di intaglio. Mi hai letto nel pensiero e come puoi facilmente immaginare ho piallato una tavoletta di noce a 18 mm. lasciata così da mesi per controllare se imbarca. Per ora tiene. Se decidero' di usarla la affino alla pialla. Le mie punte sono cio' che ho ottenuto dagli archi di costruzione e vorrei sapere se una leggera correzione a curvilineo ( magari in fase di ingrossatura del tratto) possa essere utile ad aggraziare, come giustamente hai notato a colpo d'occhio ( complimenti ) , le punte?.. anche il mio occhio ora vede soprattutto nelle punte superiori una certa contrazione… nelle inferiori non così marcata. NOn sono partito dal disegno digitale perché non sono capace. Ho stampato il fascicolo di Ananasso e ho impostato la tracciatura direttamente su legno che ho mostrato seguendo il procedimento indicato. Provero' a scattare ancora una foto cercando di farla piu' allo zenit possibile. Ieri era tardi e con poca luce è tanto quel che è riuscito a fare il mio telefono. In questo tempo porto avanti anche l'attrezzatura che mi servirà prossimamente.
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da CheccoPi »

Ecco questo scatto che propongo tentando di inquadrare allo zenit.
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zenit_optimized.jpg
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da CheccoPi »

Si nota chiaro che i raccordi delle punte sono praticamente tangenti alle linee E e D orizzontali di limite zocchetto. Questo è il motivo per cui appaiono "panciute" le punte e non snelle. Ora che fare?... pensavo di "forzare" a curvilineo i raccordi per conferire una certa rientranza su dette linee tenendo come saldi i punti limite di contorno superiore e inferiore. Inevitabilmente si dovrà intervenire anche sul raccordo delle C
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da claudio »

Per me il disegno fatto a mano ha una grazia e un bellezza che nessun computer potrà mai avere, a me piace molto perché la vedo slanciata e corretta nei punti giusti. Le punte devono essere allungate leggermente, ma per questo bisogna avere foto reali degli strumenti, perché nel corso della sua carriera Stradivari ha cambiato molto il suo stile, e quindi anche il suo modo di fare le punte. Tu a quale strumento stradivariano reale vorresti ispirarti? Nella foto in allegato di cui sono autore puoi vedere il famoso Hellier 1679 originale, uno dei violini intarsiati più belli di Stradivari.
Per le curve degli zocchetti devi seguire il profilo esterno del filetto (esterno anch'esso in questo caso).
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Re: La forma PG di Francesco

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In questa discussione puoi vedere altre foto che ho scattato da diverse angolazioni del violino originale:
viewtopic.php?t=6863
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Re: La forma PG di Francesco

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claudio ha scritto: venerdì 19 giugno 2020, 11:52 Per me il disegno fatto a mano ha una grazia e un bellezza che nessun computer potrà mai avere, a me piace molto perché la vedo slanciata e corretta nei punti giusti. Le punte devono essere allungate leggermente, ma per questo bisogna avere foto reali degli strumenti, perché nel corso della sua carriera Stradivari ha cambiato molto il suo stile, e quindi anche il suo modo di fare le punte. Tu a quale strumento stradivariano reale vorresti ispirarti? Nella foto in allegato di cui sono autore puoi vedere il famoso Hellier 1679 originale, uno dei violini intarsiati più belli di Stradivari.
Per le curve degli zocchetti devi seguire il profilo esterno del filetto (esterno anch'esso in questo caso).
Ma che meraviglia …. straordinario. Io mi sento così piccolo che anche solo a scrivere il Suo stile mi tremano le mai. Sono i miei primissimi passi questi e anche l'attrezzatura è quasi a buon punto ma incompleta; aver questa base di forma su cui lavorare mi stimola a procedere. La bellissima foto che mi hai proposto è una Summa del bello; il fatto che provenga da mani divine rassicura sulla qualità e mi consente di avere una "lanternina" accesa a cui tendere lo sguardo. Non ho Maestro, vivo in Sardegna e penso non ci siano liutai nell'arco di 200 km dopo di che comincia il mare. Devo far da solo e trovare soluzioni appaganti. Lunedi prossimo elaborero' i raccordi delle punte tenendo saldi i contorni sup. e inf. e tentando di avvicinarmi al modello in foto.
Purtroppo non posso farlo prima perché saro' al mare ma so già che sarà un pensiero incessante rimettermi al lavoro sulla forma. Grazie Ancora Claudio …. ti garba se ti considero il mio Maestro?... spero di meritarne l'apprendistato.
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Re: La forma PG di Francesco

Messaggio da claudio »

Maestri e allievi dovrebbero stare in contatto dal vivo, cosa che nel forum non è possibile. Però se possiamo dare una mano, lo facciamo volentieri, non sei certo il primo. Infatti, moltissimi in modo più o meno dichiarato (parecchi si limitano ad apprendere senza iscriversi, anche colleghi), e sono contento di questo. La cosa che invece mi rende un po' meno soddisfatto è che il metodo indicato da Sacconi, la lavorazione dei bordi, filetti e sgusce a cassa chiusa, sia stata seguita da pochi.

Dato che non è procedimento solo formale, ma che implica un concetto della cassa molto diverso da quello "a cassa aperta", ti consiglio di metterti a studiare sin da ora, perché io solo quello posso insegnare. Nel passato mi sono purtroppo dovuto adattare ad insegnare anche quello a cassa aperta, che per di più non è nemmeno di origine tradizionale italiana, ma con il tempo ho capito che la strada da percorrere e da divulgare sia quella della coerenza ad uno spirito artistico che porti il più possibile a ripercorrere le strade degli liutai classici.
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Re: La forma PG di Francesco

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claudio ha scritto: venerdì 19 giugno 2020, 14:06 Maestri e allievi dovrebbero stare in contatto dal vivo,.... Dato che non è procedimento solo formale, ma che implica un concetto della cassa molto diverso da quello "a cassa aperta", ti consiglio di metterti a studiare sin da ora, perché io solo quello posso insegnare.
Capisco perfettamente il concetto…
La devo interiorizzare e maturare interiormente affinché poi al lato pratico non si traduca l'opera in "vagabondaggio" ma abbia ben chiaro ogni singolo movimento da dare al ferro sulla tavola. Mi metto allo studio e grazie per la gentile disponibilità.
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Re: La forma PG di Francesco

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Il procedimento a cassa chiusa non è mia invenzione, fu a suo tempo studiato da Sacconi sulle basi delle tracce lasciate sugli strumenti antichi, ed io stesso ho avuto più volte conferma in tal senso, sempre sugli strumenti originali (anche in tempi molto recenti su strumenti di Guarneri del Gesù). Noi in epoca moderna, abbiamo riscoperto questo metodo della tradizione classica del violino barocco, che continua ad avere un senso anche nel violino moderno, infatti la cassa armonica viene intesa nel suo insieme, e non più a pezzi separati da un contesto, come avviene nel procedimento a cassa aperta.

Il procedimento a cassa aperta è a prima vista il più intuitivo, praticamente la totalità dei principianti approcciano subito a tale sistema, grazie anche al fatto che i liutai che seguono il metodo a cassa chiusa sono in numero minore, ma nei fatti se da una parte si ha l'illusione di un controllo maggiore degli spessori (solo nella zona della sguscia, perché il resto degli spessori è a quel punto già determinato), dall'altra si perde la visione d'insieme della cassa armonica.
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Re: La forma PG di Francesco

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claudio ha scritto: venerdì 19 giugno 2020, 18:04 Il procedimento a cassa chiusa non è mia invenzione, fu a suo tempo studiato da Sacconi sulle basi delle tracce lasciate sugli strumenti antichi, ed io stesso ho avuto più volte conferma in tal senso, sempre sugli strumenti originali (anche in tempi molto recenti su strumenti di Guarneri del Gesù). Noi in epoca moderna, abbiamo riscoperto questo metodo della tradizione classica del violino barocco, che continua ad avere un senso anche nel violino moderno, infatti la cassa armonica viene intesa nel suo insieme, e non più a pezzi separati da un contesto, come avviene nel procedimento a cassa aperta.

Il procedimento a cassa aperta è a prima vista il più intuitivo, praticamente la totalità dei principianti approcciano subito a tale sistema, grazie anche al fatto che i liutai che seguono il metodo a cassa chiusa sono in numero minore, ma nei fatti se da una parte si ha l'illusione di un controllo maggiore degli spessori (solo nella zona della sguscia, perché il resto degli spessori è a quel punto già determinato), dall'altra si perde la visione d'insieme della cassa armonica.
Studiato, letto e riletto piu' volte, ho potuto osservare il video in cui lavori con il filettatore a cassa chiusa…. ho percepito nel vederti maneggiare la cassa quanto l'avanzare dell'opera a "cassa chiusa" dia un oceano di indicazioni tattili al liutaio. Se ho capito bene la tavola e il fondo vengono incollati con contorno a taglio ortogonale al piano a una misura leggermente abbondante rispetto alla definitiva. Ora ritorno sulla mia forma per tracciare le punte.
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