Forme particolari di viola e riflessi sul suono

Non solo barzellette sui violisti, please :)
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stephanie
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Forme particolari di viola e riflessi sul suono

Messaggio da stephanie »

Un saluto a tutti ed un grande grazie a Claudio per mantenere sempre con dedizione questo bellissimo portale.
Qualcuno sa dirmi qualcosa di più sulle viole con forme particolari e degli effetti sul suono?
Penso ad esempio alla viola "olimpica" di Genuzio Carletti, oppure alla viola "virtuoso" di Otto Erdesz, un modello del quale è suonato dalla grande violista Rivka Golani. In un'intervista a The Strad, la Golani spiegava la potenzialità, in termini di suono, di questa forma particolare (https://www.thestrad.com/lutherie/from- ... 59.article).
In effetti la viola sarebbe uno strumento in grado potenzialmente di arrivare molto più in alto come estensione rispetto a come viene normalmente utilizzata, mantenendo una buona qualità di suono, mentre risulta però al tempo stesso quasi impossibile, soprattutto su modelli medi e grandi, almeno per persone di dimensioni comuni, arrivare con le dita verso la fine della tastiera.
Il modello di Carletti dovrebbe invece permettere, a parità di misura della cassa, di essere più comodo, e quindi a parità di angolazione del braccio, dovrebbe essere possibile una maggiore dimensione della cassa.
Ora quindi la mia domanda vorrebbe cercare di capire il perché queste forme non abbiano avuto successo rispetto alle viole più "tradizionali".
Si tratta di un limite a livello di suono, o semplicemente dovuto ad un'estetica meno bella ed elegante, o comunque percepita un po' estranea nell'ambito degli strumenti ad arco?
Solamente che, se per il violino ed il violoncello nel corso dei secoli si è arrivati a definire una linea costruttiva ideale, per la viola credo ci sia ancora molto da scoprire, per trovare sempre il compromesso ideale tra dimensioni e suono che è la problematica più difficile da ottenere sulla viola.
Finora sembra che la forma che riscuota maggiore successo sia quella tradizionale "larga", soprattutto a livello centrale ed inferiore, magari senza arrivare all'estremo dei modelli Tertis.
Eppure la Rivka Golani riesce a tirare fuori un bellissimo suono dalla sua viola Erdesz, merito prima di tutto suo, certamente, ma anche la viola dimostra molte potenzialità.
È solo una curiosità, grazie se qualcuno ha eventualmente tempo e voglia di rispondere.
Buona serata e buona musica a tutti,
Stéphanie
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Viola415
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Re: Forme particolari di viola e riflessi sul suono

Messaggio da Viola415 »

Gent.ma Stéphanie, non so risponderti tecnicamente alla tua domanda ma ti riporto un'esperienza vissuta a Mondomusica di qualche anno fa. Girovagavo tra gli stand dei vari liutai, quando ho visto una viola molto simile a quella di Otto Erdesz fatta da un litaio polacco di Cracovia, di cui ora non ricordo il nome. Da buon violista curioso mi sono fermato e dopo alcune chiacchere mi ha chiesto "do you play viola? Would you like to try?"...of course. Dopo le prime arcate di "conoscenza" sono rimasto incantato dal suono che usciva dallo strumento (nonstante la mia non eccelsa tecnica, essendo non professionista): le corde Do e Sol emettevano un suono con un timbro dolce e profondo simile a un violoncello e le corde RE e LA progressivamente potevano suonare in modo limpido, molto "aperto", tutte assolutamente molto pronte e reattive sotto l'arco. Inoltre la "spalla mancante" mi permettava un'agevole salita di posizione e una comoda postura. In sostanza un gran bello strumento.
Buona giornata.
- Gianni -
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claudio
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Re: Forme particolari di viola e riflessi sul suono

Messaggio da claudio »

Non sono mai stato amante delle forme personalizzate degli strumenti ad arco. Sicuramente la viola Erdesz fornisce una comodità maggiore nel salire in posizione su prima e seconda corda, ma rimango scettico sulla necessità di attuare simili soluzioni costruttive non solo perché amo le forme inalterate degli strumenti, ma anche e soprattutto perché quel che rende una viola più comoda da suonare è essenzialmente la lunghezza della cassa, infatti io non ho mai visto i violisti lamentarsi per una lunghezza di corda vibrante a volte ben aldisopra dei 375mm, invece una lunghezza di cassa più lunga anche solo di 5mm può dare qualche problema. In questo senso la viola Carletti potrebbe avere qualche vantaggio da questo punto di vista, ma l'estetica che ne risulta non è di mio gradimento.

Inoltre bisogna considerare che forse questi strumenti così particolari possono andare bene per un solista, o per il violista di un quartetto, ma per un professore d'orchestra forse siamo un po' troppo al limite.

Sulle caratteristiche sonore non saprei dire, bisognerebbe fare dei confronti a parità di dimensioni di cassa, così a prima vista direi che la viola Erdesz potrebbe soffrire di mancanza di uniformità tra le 4 corde e avere una prima corda un po' troppo secca.

Ricordo anche che le viole di ogni formato se ben costruite posseggono qualità sonore di tutto rispetto a prescindere dal loro formato, è infatti comune la convinzione per cui si debba scegliere una viola che con le dimensioni più grosse possibili per avere molto suono e per avvicinarsi ad un concetto di violoncello "portatile", cosa a mio parere del tutto errata perché la viola ha una sua specificità per cui mai e poi mai avrà lo spettro sonoro di un violoncello, così come le viole di 41 o 40cm possono avere profondità e proiezione del suono insospettate.

Ad esempio Primrose, tra gli altri strumenti, ha suonato una viola Stradivari di circa 41cm che per giunta era anche molto bassa di fasce, questo non sembra aver compromesso la qualità dei suoi concerti. Normalmente Primrose suonava una viola Andrea Guarneri lunga 41.5cm circa.
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stephanie
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Re: Forme particolari di viola e riflessi sul suono

Messaggio da stephanie »

Grazie a tutti per le risposte. Sono d'accordo che una viola di dimensioni medie possa essere un ottimo strumento e che la viola abbia una sua specificità e non sia una sorta di violoncello "portatile".

Credo anche che esistano tuttavia diversi modi di intendere il suono della viola, penso che questa sia una grande potenzialità della viola rispetto ad altri strumenti, lo stesso Primrose ha evoluto la sua idea di suono nel corso della sua carriera e sicuramente l'idea del suono della viola di Tertis, che prediligeva strumenti di grandi dimensioni, e quello di Primrose, che abbracciava strumenti di medie dimensioni più mezzosoprano, erano molto differenti tra loro.

In effetti anch'io ho una viola 40,6 cm su modello Gasparo da Salò, piuttosto largo, con fondo in salice, che ha un bellissimo suono scuro e ricco di armonici, davvero molto bello e che ho preferito a strumenti di dimensioni anche maggiori, pur risultando molto comodo da suonare.

Lo stesso Primrose, prima di acquisire nel 1954 la viola Andrea Guarneri del 1697, una 41,3 cm, aveva suonato fino al 1950 su una bellissima viola dei F.lli Amati del 1600, prima appartenuta a suo padre, che nonostante i soli 39,8 cm. di lunghezza, presenta un bellissimo suono da viola, ancora più scuro rispetto alla Guarneri di dimensioni maggiori, ed è su questa viola che Primrose si è affermato a livello mondiale. La stessa viola è ora utilizzata dal grande violista Roberto Diaz e credo che da questo modello Gabrielle Kundert abbia realizzato una splendida copia utilizzata ora dalla celebre violista Helen Callus.

La storia delle viole di Primrose è anche raccontata su Tarisio: https://tarisio.com/cozio-archive/cozio ... se-violas/

Anche Bernard Zaslav suonava su una splendida viola Guadagnini (la "ex-villa" del 1781) di 40,2 cm e la violista olandese Esther Apituley credo che oggi suoni su una bellissima viola di 40,8 cm costruita da Manfio.

Per questo sono assolutamente convinta che una viola di 40-41 cm., se costruita da un ottimo liutaio, possa fornire eccellenti risultati in termini di suono, pur risultando a tempo stesso molto maneggevole.

Ciononostante mi hanno sempre incuriosita le forme particolari, ed in effetti, pur non essendo una violista professionista ed anzi essendomi affacciata da poco allo splendido mondo della viola provenendo dal violino, credo che la parte alta della viola sia rimasta poco utilizzata, mi sembra quasi un giro vizioso, nel senso che i violisti sentono poco questo limite, perché raramente il repertorio per viola arriva così in alto, ma al tempo stesso nessun repertorio per viola utilizza il registro più alto perché considerato un po' al limite per la viola.

Chissà, se quando ritornerà Mondomusica ci sarà la possibilità di provare una viola di questo tipo, sarei curiosa di provarla, forse perché sono rimasta molto colpita dal suono della Golani (merito in primis della violista prima che della viola, naturalmente).

Ancora grazie per le risposte, buon fine settimana e buona musica a tutti,

Stéphanie
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claudio
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Re: Forme particolari di viola e riflessi sul suono

Messaggio da claudio »

Al link che propongo della Scuola di Musica di Fiesole, una viola che ho costruito su modello Andrea Guarneri di 41.7cm dopo aver letto alcune note biografiche di William Primrose, in cui specificava come e perché per lui le viole Guarneri fossero superiori alle altre: https://www.scuolamusicafiesole.it/imag ... avo_16.pdf

Come già detto in un'altra discussione simile dedicata alla viola, essa offre uno spazio interpretativo pressoché sconosciuto per la gran parte degli strumenti ad arco.
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