Viola medicea Amati 1595

Non solo barzellette sui violisti, please :)
Rispondi
stephanie
Frequentatore
Frequentatore
Messaggi: 58
Iscritto il: mercoledì 7 marzo 2018, 12:07

Viola medicea Amati 1595

Messaggio da stephanie »

Buongiorno a tutti,

ieri ho sentito per caso alcune bellissime registrazioni di Luigi Bianchi con la viola costruita dai fratelli Girolamo ed Antonio Amati nel 1595 detta "del Crocefisso", quella che era stata rubata al grande musicista e poi ritrovata dopo molti anni.

Sono rimasta colpita dallo splendido suono (merito certamente anche del violista!), davvero affascinante, ma soprattutto dalla timbrica dello strumento che anche negli acuti si avvicina molto al violino, con un suono spettacolare in tutta l'estensione.

Non ho mai sentito una viola suonare così, mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulle caratteristiche dello strumento. Ho provato a guardare sia nell'archivio della liuteria cremonese, http://www.archiviodellaliuteriacremone ... x?f=457896 , sia su Tarisio https://tarisio.com/cozio-archive/property/?ID=40067 , ma non sono riuscita a trovare informazioni più dettagliate, in particolare sulle misure.

Aveva misure particolari per ottenere un suono così? Oltre naturalmente alla grande maestria di chi l'ha costruita.

Mi sembra che le viole antiche fossero generalmente di dimensioni ridotte rispetto alle preferenze odierne, ma non so se sia il caso anche di questo strumento.

Sarei curiosa di sapere qualcosa di più, ed anche se oggi un bravo liutaio sarebbe in grado di costruire una viola che si avvicini nel timbro a questo splendido strumento o se è destinato a rimanere un "unicum" nel panorama della liuteria.

Mi ricordo che dopo il furto Bianchi decise di passare al violino, sentendo queste registrazioni mi sembra di riuscire a capire un po' le ragioni di questa sua scelta (considerando tra l'altro che aveva iniziato proprio con il violino da bambino), perché, almeno dalla registrazione, sembra una viola davvero speciale, per certi aspetti molto più vicina al violino rispetto alla viola per come la conosciamo abitualmente.

Buona giornata e buona musica a tutti,

Stéphanie
enzoviol
Utente Registrato
Utente Registrato
Messaggi: 17
Iscritto il: domenica 23 febbraio 2020, 1:10

Re: Viola medicea Amati 1595

Messaggio da enzoviol »

Grande Strumento per un grande Musicista.
Da ragazzo, sul quinto canale della filodiffusione, sentii una registrazione dal vivo del Maestro Bianchi (che, me meschino, conoscevo solo di nome) dei capricci per viola di Rolla.
Essendo una trasmissione già cominciata non sapevo chi fosse il violista. Rimasi folgorato dalla bellezza del suono, dalla prodigiosa tecnica, dalla meravigliosa musicalità dell'esecutore; e naturalmente dalla bellezza dei capricci.
In quel periodo andava molto di moda un certo violista e pensavo fosse lui; ma "era troppo bravo", pensai :lol:
Rimasi sorpreso nel sentire il nome del Maestro.
Purtroppo è mancato e di "sostituti" dello stesso livello non ne vedo...
stephanie
Frequentatore
Frequentatore
Messaggi: 58
Iscritto il: mercoledì 7 marzo 2018, 12:07

Re: Viola medicea Amati 1595

Messaggio da stephanie »

Grazie per la risposta, anch'io sono rimasta folgorata a sentiere il Maestro Bianchi, non ho mai sentito nessuno suonare la viola in maniera così sublime.

Non so come dire, sembra che sia riuscito in qualche modo ad unire la viola ed il violino in un'unico strumento, l'agilità del violino, gli alti brillanti che non fanno rimpiangere la mancanza della corda di mi, uniti ai bassi e soprattutto alla profondità di suono della viola, con una musicalità davvero eccezionale.

Quindi, in sostanza, la "magia" è tutto frutto di un violista dalle qualità eccelse, più che dalle caratteristiche timbriche dello strumento.

Pensavo che ci fosse magari qualche caratteristica costruttiva particolare, da cui la scelta del Maestro Bianchi di passare al violino dopo il furto, per l'impossibilità di trovare uno strumento che si avvicinasse a quello rubato.

Per quanto riguarda lo strumento, cercando un po' su Internet in inglese, ho trovato questo link:
https://archive.org/stream/historyofvio ... e_djvu.txt
da cui pare di capire che fosse una viola piuttosto grande (16 3/4, 42,5 cm), e quindi sicuramente difficile da suonare, ma per il Maestro Bianchi non era questo certamente un problema.

Buona giornata e buona musica a tutti,

Stéphanie
Avatar utente
claudio
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 12146
Iscritto il: sabato 15 maggio 2004, 0:00
Località: Tivoli
Contatta:

Re: Viola medicea Amati 1595

Messaggio da claudio »

Ho sempre stimato Luigi Alberto Bianchi, purtroppo scomparso circa 2 anni, sia come violista e come violinista, aveva la capacità rara di passare dall'uno all'altro strumento con una grande disinvoltura, merito soprattutto di una grande talento virtuosistico, non disgiunto da grandi capacità d'interprete.

Ho conosciuto la figura di L. A. Bianchi più di una trentina di anni fa, grazie all'amicizia che mi legava alla famiglia proprietaria della casa discografica genovese "Dynamic", che già allora con grande lungimiranza ebbe il gran pregio di registrare grandi autori, grandi strumenti, e grande musica, spesso sconosciuta al grande pubblico.

Fu in quelle occasioni che conobbi il Bianchi violinista e di riflesso violista (la viola gli era stata rubata già nel 1980), e conservo ancora il suo bellissimo CD di "encores" di Fritz Kreisler registrato con il violino "Colossus" di Stradivari.

Mi sembra che da nessuna parte si noti un particolare importante: la viola "del Crocefisso" dei fratelli Amati era in realtà una viola tenore, poi ridotta a contralto in tempi più recenti. Non è l'unico strumento degli Amati ad aver subito questa sorte, ve ne è uno analogo di proprietà del Conservatorio di Milano, che potei esaminare grazie alle giornate di studio organizzate dal Museo del Violino di Cremona, dedicate appunto a due viole Amati (l'altra era la Stauffer del 1615, sempre dei fratelli Amati, una delle pochissime nate come contralto e non alterata nelle dimensioni).

Il "segreto" del suono della viola del Crocefisso 1595, sta quindi nell'avere conservato sostanzialmente le proporzioni di una viola tenore (nella larghezza centrale), che le consentono di sviluppare una pienezza di voce inconsueta per una viola contralto.

Infatti in epoca barocca il repertorio per viola contralto era praticamente inesistente, le viole erano destinate quasi esclusivamente per il ruolo di basso continuo (per la viola tenore), e come riempimento degli organici orchestrali dell'epoca, per cui si trattava di strumenti di dimensioni piuttosto piccole (circa 39/40cm). Le viole contralto che noi oggi conosciamo nel formato di 41-42cm erano piuttosto rare, anche se Andrea Guarneri, gli Amati, Stradivari stesso, costruirono viole di tale lunghezza, il ruolo della viola come strumento solista era ancora da consolidare.

Quindi la viola del Crocefisso, pur vedendo ridotte le sue dimensioni massime (una lunghezza presumibile di circa 48cm), e quindi alterato irrimediabilmente il suo disegno originale, nel nuovo ruolo di contralto ha acquisito una prontezza e una pienezza di suono inconsueta, sicuramente sconosciuta ad una normale viola tenore.

Non sono un grande estimatore di una prima corda di viola eccessivamente penetrante, giacché la peculiarità del timbro della viola è quella di un timbro nasale e vellutato, tuttavia nelle mani di Bianchi la cosa era tutt'altro che fastidiosa. Curioso è che il "Colossus" di Stradivari del 1716 era uno strumento che possedeva timbriche che per certi versi guardavano alla viola, complici le sue dimensioni leggermente più grandi.

In allegato un articolo del Comune di Cremona circa il ritrovamento della viola del Crocefisso e relative implicazioni legali.
Allegati
Comune di Cremona - Printer-friendly PDF - 06_07_2020.pdf
(99.04 KiB) Scaricato 28 volte
andante con fuoco
stephanie
Frequentatore
Frequentatore
Messaggi: 58
Iscritto il: mercoledì 7 marzo 2018, 12:07

Re: Viola medicea Amati 1595

Messaggio da stephanie »

Grazie davvero Claudio dell'interessantissima spiegazione, era proprio quello che volevo sapere, mi sembrava di percepire qualcosa di diverso nello strumento che non riuscivo però ad identificare.

Grazie anche dell'articolo del Comune di Cremona, credo che poi nel 2013 la controversia legale sia (finalmente) terminata grazie ad una transazione e la viola sia stata poi riconsegnata al Maestro Bianchi, non so dopo la morte del Maestro, penso sia passata agli eredi.
https://www.cremonaoggi.it/2013/04/03/l ... e-30-anni/

Un'ultima domanda (se posso): ci sono liutai che producano oggi viole costruite con questa particolare forma, ossia con maggiori proporzioni nella zona centrale? O risulterebbero talmente difficili da suonare che, salvi violisti d'eccezione - come appunto il Maestro Bianchi - non sarebbero aihmé richieste dai musicisti?

Ancora grazie della spiegazione e di questo forum che rappresenta una possibilità eccellente di approfondire argomenti di grande interesse.

Buona giornata e buona musica,

Stéphanie
Avatar utente
claudio
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 12146
Iscritto il: sabato 15 maggio 2004, 0:00
Località: Tivoli
Contatta:

Re: Viola medicea Amati 1595

Messaggio da claudio »

Che io sappia questo tipo di viole come quella del Crocefisso non sono un punto di riferimento stretto per i liutai, a meno che non si voglia fare una copia, perché almeno da un mio punto di vista personale, le proporzioni di una viola tenore ridotta a contralto non è che siano proprio esaltanti. Fortunatamente la viola del Crocefisso non è l'unica a possedere un suono meraviglioso, ci sono quelle di Andrea Guarneri o quelle di tradizione bresciana che non sono assolutamente da meno.

Ma anche quelle di Stradivari si difendono piuttosto benino, tenendo conto che uno dei più grandi violisti del 1900, William Primrose, suonava su una viola contralto di Stradivari per giunta con fasce piuttosto basse rispetto a ciò che viene di solito riscontrato sui suoi strumenti.

La mie viole prendono le proporzioni da quelle di Andrea Guarneri, che è da considerare colui che ha portato al massimo della perfezione il formato della viola contralto, guarda caso i suoi strumenti pur non possedendo lunghezze esagerate hanno larghezze centrali e altezze delle CC, considerevoli, particolari importantissimi per la pienezza del suono. Io mi ci sono trovato sempre bene ed i musicisti le hanno sempre apprezzate per il loro grande equilibrio e bontà di timbro.

Quindi ciò che determina la pienezza del suono della viola (ma anche degli altri strumenti del quartetto), è l'ampiezza della porzione centrale delle casse armoniche, solo che non bisogna esagerare per non correre il rischio di avere problemi di articolazione dell'arco, cosa che si può ovviare parzialmente piazzando il manico e relativa tastiera in modo che il Do sia più basso rispetto al La, ma io non l'ho mai trovata una soluzione molto attraente dal punto di vista dell'equilibrio tra le corde.

Francesco Bissolotti per le sue viole si basò molto spesso su un modello Stradivari del 1672, che aveva appunto larghezze piuttosto generose, strumenti questi che furono molto apprezzati da un gran numero di violisti che li usarono e li usano ancora nelle orchestre o nel repertorio solistico con grande soddisfazione.

Altre viole moderne degne di nota sono quelle costruite da Vatelot e Capicchioni, ma si tratta spesso di strumenti di grandi dimensioni che superano i 43cm, non proprio comodi da suonare se il musicista non ha dimensioni del corpo proporzionate a questi strumenti.

Ricordo che recentemente ho ascoltato l'Emerson String Quartet dal vivo ed ho potuto apprezzare molto il suono della viola, uno strumento dalle dimensioni enormi costruito dall'americano Samuel Zygmuntowicz, ma in quel caso il violista aveva anche lui dimensioni del corpo ragguardevoli.

Ricordo anche un bellissimo strumento di Arnaldo Morano di alcuni decenni fa, che pur essendo di piccole dimensioni, possedeva una qualità di timbro bellissima e unica.

In ultimo non posso fare a meno di ricordare un mio strumento costruito per una giovane e talentuosa violista di Alessandria, disegnato e realizzato su misura per lei sia per le dimensioni che per il suono, una viola di 40,5cm con un manico e un diapason più lunghi, che le hanno permesso di suonare comodamente senza sacrificare nulla riguardo a volume e qualità di suono. Ricordo infatti alcune sue esecuzioni accompagnata da uno Steinway gran coda, in cui il suono della viola usciva con facilità senza mai esserne sopraffatta. Così come ebbe a superare brillantemente un'audizione alla Scala di Milano, e questo dopo appena due mesi dalla consegna dello strumento. Fu certamente un rischio, ma ne valse la pena, che oltretutto mi permise una libertà esecutiva che solo la viola è in grado di offrire al liutaio.

Questo solo per dire che la viola è uno strumento meraviglioso il cui fascino possiede molte sfaccettature.
andante con fuoco
Rispondi