Forza e indipendenza delle dita della mano sinistra

Dedicato a chi si avvicina per la prima volta agli strumenti ad arco.
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enzoviol
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Forza e indipendenza delle dita della mano sinistra

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Forza e indipendenza delle dita della mano sinistra (brevissimo vademecum)

La forza e l’indipendenza delle dita della mano sinistra sono di estrema importanza per una eccellente esecuzione.
Per forza si intende la capacità delle dita di alzarsi, di abbassarsi, di muoversi lateralmente (salti di corda) e orizzontalmente (allungamento e contrazione) con facilità e agilità (per completezza bisogna aggiungere che un buon tono muscolare delle dita aiuta anche nei cambi di posizione e nel vibrato).
Per tali motivi occorre sviluppare la muscolatura adibita a tali movimenti affinché le dita possano eseguirli con agio ed equilibrio.
Le nostre dita afferrano gli oggetti con facilità perché i muscoli adibiti a tal funzione sono sviluppati (nel violino tale movimento/azione si identifica con il movimento di caduta delle dita) e quindi risulterà abbastanza semplice abbassare le dita sulla tastiera; al contrario la muscolatura che ci consente di alzare le dita non è altrettanto sviluppata (lo stesso dicasi per i muscoli che ci consentono di allungarle e contrarle) e si avrà così una mancanza di equilibrio nei movimenti che si traducono per esempio, durante l’esecuzione, in passaggi “zoppicanti”.
Naturalmente queste capacità variano da individuo a individuo ma è fuor di dubbio che per tutti è necessario l’allenamento muscolare.
Molti illustri maestri ci hanno lasciato esercizi per lo sviluppo della forza e indipendenza delle dita ma, spesso, li studiamo meccanicamente (magari pure con foga) senza focalizzare la nostra attenzione sul singolo movimento.
Con questo si intende che il movimento deve essere eseguito in modo “cosciente”: adesso abbasso il dito; adesso alzo il dito; adesso lo allungo; ecc. Inoltre è necessario che la mano sia rilassata il giusto e che lavorino solamente i muscoli che servono per abbassare, alzare, allungare, ecc. il dito che si sta usando. Naturalmente questo lo si può fare solo in un tempo lento.
Per chi è all’inizio (ma non solo) questa metodologia è basilare.

Per cominciare “l’allenamento” l’esercizio più semplice è quello del pizzicato con la mano sinistra.
Posizionare le quattro dita sulla corda Re e, senza sollevare le dita che non lavorano, pizzicare la corda Sol cominciando con l’indice. Pizzicato in “giù”.
Terminata la sequenza delle dita rifare lo stesso esercizio ma pizzicando in “su”, ovvero pizzicare, “agganciandola” con la punta del dito, la corda con un movimento di alzata del dito sempre tenendo le altre dita sulla corda. Il tutto senza stritolare il manico e utilizzando (oltre alla forza necessaria per pizzicare) solo la forza necessaria per mantenere le dita che non lavorano sulla corda. Nel caso risulti difficile mantenere le dita sulla corda cominciare utilizzando solo il dito che pizzica.
Si dovrà fare anche attenzione che la forza utilizzata per pizzicare termini non appena la corda è stata pizzicata; ad esempio nel pizzicato in “su” succederà che il dito, dopo aver pizzicato, rimarrà disteso verso l’alto. Se invece la forza cessa subito dopo aver pizzicato la corda il dito ritornerà nella sua posizione arcuata naturale.
Si troverà difficolta nel pizzicato in “giù” con il mignolo (se si sente dolore smettere) e con l’anulare e nel pizzicato in "su" soprattutto con l’anulare che non ne vuol sapere di alzarsi senza tirarsi dietro come minimo il mignolo.

Da questo semplice esercizio derivano poi i numerosi esercizi di pizzicato della mano sinistra (con o senza arco) di cui la letteratura della “tecnica pura” per la mano sinistra è piena.
Una volta capito il meccanismo del movimento uno potrà anche inventarsi degli esercizi ma sempre senza mai esagerare per evitare stiramenti, infiammazioni, ecc.
Si continua, poi, con esercizi di salto di corda e di allungamento e contrazione.
Per farsi una veloce idea da dove cominciare il lavoro da svolgere posso consigliare gli “Urstudien für Violine” di C.Flesch; la spiegazione di come le dita devono muoversi in tutti i movimenti sopra accennati è di facile comprensione.
Come specificato da Flesch, i suoi esercizi sono solo un accenno del lavoro che ognuno deve svolgere utilizzando anche altri testi per sviluppare al meglio la muscolatura.
Una volta terminata la parte di tecnica pura ci si diverte con quella pratica.

Alcuni testi di tecnica pura:
• Carl Flesch: il già citato Urstudien für Violine
https://ks4.imslp.net/files/imglnks/usi ... n_1911.pdf
• Gaylord Yost: ha scritto diversi trattati; per la mano sinistra trovo eccellente Studies in Finger Action and Position Playing
https://petruccimusiclibrary.ca/files/i ... ing_vn.pdf
• Demetrius Constantine Dounis: ha scritto tanto al riguardo. In commercio si trova The Dounis Collection al cui interno si trova di tutto e di più.
In particolare l’op.15.
• Maxim Jacobsen: The Mastery of violin playing

Alcuni testi per la parte pratica:
• Otakar Ševčík: Op.7 parte 1 e 2 (altri esercizi sparsi nell’op.1)
• Henry Schradieck The school of violin technics Book 1
https://imslp.simssa.ca/files/imglnks/u ... s_Bk.1.pdf
• Charles Dancla: École du mécanisme, Op.74 https://ks4.imslp.net/files/imglnks/usi ... Mec_74.pdf

Se qualcuno ha da propormi altri testi gliene sarò grato.
Buono studio
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