C'è prima qualità e prima qualità...

Suonare e costruire i violini
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Fabrizio1
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

claudio ha scritto: domenica 1 gennaio 2023, 10:52 Buon Anno anche a te, auguri per il nuovo violino.
Buon pomeriggio,
grazie Claudio, ho davvero bisogno degli auguri....
Tra una cattiva digestione e l'altra, regalini degli stravizi delle Feste, anche se con riflessi rallentati sono andato un po' avanti in quello che credo sia il lavoro più delicato di tutta la costruzione. E manca l'incastro, evviva! :mrgreen:

Tempo fa avevo iniziato ad imbibire il tallone, eccolo:
DSC_4274L.jpg


Seccata bene la colla ho tagliato le facce laterali, piallato le superfici (per poco non buttavo la tastiera per un colpo maldestro) e ho messo a misura il tallone.
Successivamente ho eseguito il lavoro di sgrossatura e rifinitura dell'asta, eccola:
DSC_4298L.jpg
DSC_4299L.jpg
DSC_4300L.jpg

Ecco il tallone, pronto per la cosa che più mi mette timore...
DSC_4301L.jpg

Partendo dai parametri canonici suggeriti (distanza tra la sguscia e il piano incollaggio tastiera, distanza tra la parte inferiore della tastiera e la bombatura) ma avendo un'altezza delle bombature consistente, dalle prove che ho fatto con un "manichino", il manico finito risulta un pelo più inclinato della norma: creerà grossi problemi/scomodità per essere suonato?

Un caro saluto e buona fine di domenica.

:ciao2:
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claudio
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da claudio »

Per imbibire il piede del manico è più adatta la cosiddetta acqua di colla, molto calda e ben diluita, nella foto mi sembra di notare uno strato decisamente concentrato e consistente. Cmq una volta essiccato e pareggiato, dovrebbe andare bene anche così. In genere si dà molta importanza a questa parte da incollare, ma la vera tenuta del manico è data soprattutto dall'incollatura del piede sulla nocetta.

Per l'inclinazione verticale del manico devi regolarti con le tue bombature, che mi sembra di ricordare essere 20mm di altezza massima per la tavola armonica, quindi il manico deve essere inclinato affinché il ponticello risulti a circa 33mm dalla tavola, che si ottiene con una proiezione della tastiera in corrispondenza delle tacche delle effe di circa 27mm. Non so se nel tuo caso potrai rientrare in queste misure, perché l'altezza media di una tavola armonica di violino è circa 15.5mm.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

Ciao Claudio e grazie; ricordi bene, siamo a quasi 20 mm.
Per l'inclinazione sto facendo delle prove ma tutto fa credere che la misura della proiezione della tastiera in corrispondenza delle tacche delle effe sarà sui 28,5mm (prova con "manichino", pezzo di abete tagliato in modo da provare misure e inclinazione).
Per quanto riguarda gli imbibimenti, la foto del tallone è stata fatta appena dopo la terza applicazione: l'acqua di colla se l'è succhiata in pochissimi minuti e quindi ho "ingrassato" un po'.
Per la mortasa (quando sarà...) pensavo di imbibirla con la colla ma ho letto che qualcuno, forse per come sono orientate le fibre, va direttamente all'incollaggio. Io propenderei a stabilizzare con un po' di colla.
Grazie, come sempre.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da claudio »

Come avevamo detto in qualche messaggio più indietro nel tuo caso l'altezza al piede che sporge dal bordo tavola dovrebbe aggirarsi attorno ai 7/7.5mm, non 6mm come è nella normalità. Se poi quest'altezza è già impostata temo che dovrai rassegnarti ai 28.5mm, che è ancora una dimensione plausibile.

Per imbibire il piede del manico basta un'applicazione leggera di acqua di colla. La mortasa NON deve essere imbibita, bisogna sempre stare attenti all'eccesso, come al difetto.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

Ok, grazie Claudio.
Buon inizio di settimana...
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da claudio »

La ragione per cui si imbibisce la superficie di incollaggio del piede del manico sta nel fatto che il legno presentandosi di testa tende ad assorbire molta della colla applicata, quindi è necessario chiudere i pori, ma basta farlo una sola volta. Questo è ben descritto nel Sacconi.

Una volta essiccata la mano di acqua di colla applicata sul legno di testa si procede alla rispianatura della superficie di incollaggio per togliere eventuali irregolarità, poi si procede a dare al piede del manico le dimensioni richieste e quindi al piazzamento sulla cassa armonica. Nella mortasa non è necessario imbibire perché il legno si presenta normalmente e non ci sono pori che si presentano di testa, a parte la porzione di tavola che fa parte della mortasa stessa.

Se si dovesse imbibire anche la mortasa, la si dovrebbe poi regolarizzare con lo scalpello, asportando così lo strato sottilissimo di colla che rimane in superficie e quindi rendendo vana l'imbibitura stessa. E' da considerare che la mortasa serve per tenere il manico in asse con la cassa, e contribuisce in minima parte alla tenuta e alla stabilità del manico, funzione che è svolta invece dalla nocetta.

Io a volte ho anche omesso di imbibire il legno di testa del manico e devo dire che quelle poche volte mi è capitato di dover staccare il manico dalla cassa, ho dovuto faticare moltissimo.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

Ciao Claudio e grazie per la spiegazione. In effetti, parallelamente alle fibre, il legno assorbe poco; riflettendoci è la stessa ragione per la quale vengono imbibiti gli zocchetti lato tavola/fondo perchè posizionati di testa ma non vengono imbibiti quando si incollano le fasce.
Ho messo a misura il punto d'arresto del pollice e rifinito tutta la zona. Trovo il lavoro della mortasa snervante; occhi ovunque, brividi ad ogni scalpellata con la consapevolezza che ogni piccolo errore potrebbe essere "fatale".
Spero di non fare cavolate, anche perché mi sa che poi me lo dovrò tenere come viene...
Buona serata.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da claudio »

Non sapevo che si imbibissero anche gli zocchetti nelle posizioni di testa, forse è per rendere una cassa armonica così difficile da aprire in caso di restauro, che pezzi sostanziosi dei bordi di tavola e fondo rimangano attaccati su contorno fasce e zocchetti? Una specie di antifurto.

No, nei violini la violenza non serve, le incollature devono essere giuste e proporzionate là dove serve. Blindare una cassa armonica non serve.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

Buonasera,
sono riuscito, in qualche modo, ad incollare il manico.
Alla fine la misura della proiezione della tastiera sulle tacche è risultata essere 29mm anziché i 28,5mm che avevo progettato. Magari per riportare la misura prevista, pensavo di piallare leggermente, digradandolo, il manico prima dell'incollaggio definitivo della tastiera; in fondo dovrei togliere poco.
Per quanto riguarda l'allineamento frontale del manico, non è preciso: c'è un millimetro scarso tra l'asse della tastiera e il centro del bordo inferiore della tavola; non è tantissimo ma ad occhio è appena percettibile, potrei sistemare il bordo destro e il terminale inferiore della tastiera ma vedrò a mente fredda...
Ho messo a misura la nocetta ma debbo fare lo smusso; ecco qualche foto:

DSC_4331L.jpg

DSC_4333L.jpg

DSC_4337L.jpg

DSC_4343L.jpg


Ora sto preparando il capotasto inferiore, eccolo con i due foglietti di distanziamento:
DSC_4339L.jpg

Spero che i piccoli disallineamenti siano "passabili", sono già contento che delle sei misure che dovevo rispettare almeno quattro siano andate bene. Io ce l'ho messa tutta...
Un caro saluto e buon inizio di settimana per domani.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da claudio »

Questo sarà il famoso violino cosiddetto "del senno di poi", cioè che prima si sbaglia e poi si chiede come fare. :)
Il risultato non è affatto male, a parte gli errori metodo e concettuali, purtroppo dettati da quella che io ritengo una scarsa propensione a documentarsi, il risultato per me è del tutto accettabile, in specie il manico, che nonostante sia attaccato storto, è comunque ben intagliato e formato.

Per il posizionamento del manico devono essere controllate l'inclinazione orizzontale e verticale, per la prima bisogna servirsi di un ponticello o di un facsimile di un ponticello che una volta posizionato nella zona tra le tacche della tavola, serve per traguardare la tastiera, in modo che nessuno dei suoi estremi sporga da una parte o dall'altra del ponticello medesimo. In questo senso non dovrebbe essere concessa nessuna tolleranza (nei limiti dell'umano), così che il manico risulti perfettamente centrato alla cassa, e così per il ponticello che avrà una corretta relazione con l'anima e la catena.

Il violino è staordinariamente panciuto, ma per la tastiera si può ancora rimediare riguardo l'inclinazione verticale, togliendo un poco dal piano del manico e anche qualcosina dalla tastiera stessa.

A che servono i foglietti accanto al capotasto inferiore?
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

Ciao Claudio e grazie per il post.
Si, in effetti ci sono abbastanza "poi", però mi rincuora che tutto sommato la pira di trucioli sotto di me sia ancora spenta!! :clb2:

Per quanto riguarda l'inclinazione del manico in effetti mi sono costruito un falso ponticello con delle "tacche di mira" sia per l'inclinazione verticale e sia per l'allineamento orizzontale, eccolo:

DSC_4272L.jpg

DSC_4344L.jpg
in pratica la molla di ferro tiene in posizione la tavoletta con i riferimenti, la base della tavoletta è sagomata in modo da essere stabile sia lateralmente che longitudinalmente. Inoltre ai lati ho tracciato altri riferimenti per il corretto posizionamento rispetto alle tacche. Lo scalino serve a disegnare la tacca di mira esattamente sul piano delle tacche delle effe.

A "secco" tutto coincideva, sia l'inclinazione che l'allineamento; inoltre alla pressione applicata per spingere il tallone sino alla nocetta (con annesso e
"rassicurante" rumore di incastro che tiene), l'assetto finale è sempre risultato correttamente lo stesso.
La prova del gesso ha dato sempre il risultato corretto ma evidentemente il millimetro sull'asse e il mezzo millimetro sull'inclinazione erano "nascosti" da qualche parte e sono sgusciati fuori con la colla.
Una volta morsettato l'assetto era infatti ancora corretto; evidentemente, da qualche parte nell'incastro, c'era una zona di poca aderenza che la colla, ritirandosi, ha "tirato" modificando l'assetto. Oppure ho sbagliato il punto di applicazione del morsetto.
Ecco la morsettatura con il falso ponticello di controllo:
DSC_4309L.jpg
Per il manico allora posso adattare il piano di incollaggio per riportare la giusta inclinazione, meno male!
Per il capo tasto: i foglietti li ho messi come spessoramento di controllo perchè ho letto che va tenuto uno spazio di qualche decimo di mm per dare spazio alle variazioni della tavola generate dall'umidità ed evitare quindi spaccature della tavola stessa in quella zona, visto che l'ebano dilata di meno.
So che la pira di trucioli è sempre pronta, ma non bruciatemici sopra!
Grazie, come sempre.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da claudio »

Per il capotasto inferiore io non ho mai usato gli spessori per ovviare la differenza di dilatazione ebano/abete, uso capotasti che sono intarsiati nel bordo tavola per circa 2mm di profondità, li ho sempre messi precisi e non ho mai avuto problemi.

Forse il manico si è spostato per l'eccessivo imbibimento della superficie del piede? molta colla potrebbe causare un rigonfiamento notevole nel momento dell'incollaggio, con successivo e notevole ritiro nella fase di essiccazione e quindi possibili spostamenti. Bisognerebbe poi capire come è stata realizzata la mortasa e il relativo accoppiamento, anche questo influisce molto sulla stabilità del manico.

Con i miei strumenti non mi accade mai di avere scostamenti laterali, ma una variazione dell'inclinazione verticale è quasi sempre probabile, in specie se si usano vernici ad olio e armadietti UV. Ma una volta rimontato lo strumento dopo la verniciatura di solito tutto torna al suo posto in breve tempo.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da claudio »

Il tuo facsimile di ponticello per controllare il centraggio del manico non mi convince, non mi sembra stabile sulla tavola per un'apparente libertà di oscillare da una parte o dall'altra. Io uso un ponticello grezzo Despiau perché sono tagliati in modo estremamente preciso e mi offrono una visione molto vicina a quella definitiva.
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Re: C'è prima qualità e prima qualità...

Messaggio da Fabrizio1 »

Ciao Claudio, in effetti dalle foto anche a me può apparire "ballerino" ma la superficie di appoggio è molto ampia e la sagomatura della della quinta, oltre che con la lima, l'ho rifinita con la rasiera per evitare convessità sullo spessore e quindi oscillazioni. La molla l'ho fatta molto stretta e stringe molto.

Secondo me l'errore non è stato nel falso ponticello ma una qualche "sbavatura" nella mortasa; inoltre la tua ipotesi sull'imbibimento del tallone è molto fondata: tieni conto che il blocco dal quale ho intagliato il manico aveva gli anelli di accrescimento parecchio storti, tanto è che in fase di squadratura del blocco ne ho tagliato longitudinalmente via una fettina. Nonostante la fetta asportata, gli anelli si presentavano così:

DSC_4137L.jpg

In effetti, finito il tallone, da un lato dell'incastro c'era esposta molta più polpa estiva rispetto all'altro lato. Probabilmente la differenza di assorbimento, e quindi del successivo tiraggio, ha fatto si che l'incastro si stortasse:

DSC_4279LL.jpg

E poi che dire, è andata così; la prossima volta starò ancora più attento.

E' singolare pensare che avevo iniziato il topic lamentando lo strano andamento delle fibre della tavola e poi mi ritrovo con l'ultimo lavoro importante a parlare di un (forse) problema di orientamento delle fibre... (anche se sono più orientato sull'errore umano...).

Grazie, come sempre.
Buona serata.
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