Joshua Bell a Roma con il Concerto di Bruch

11 novembre 2006

Da stasera in programma a Roma, per la stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Joshua Bell interpreta il Concerto n. 1 per violino e orchestra di Bruch con il suo Stradivari del 1713.

Sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia: Ivàn Fischer dirige “Tempeste e ritratti” di Sollima. Completano il programma la Sinfonia n.7 di Dvorák e il Concerto n. 1 per violino di Bruch. Solista Joshua Bell vincitore di un Grammy Award
Sabato 11 novembre – ore 18.00
Lunedì 13 novembre – ore 21.00
Martedì 14 novembre – ore 19.30

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Iván Fischer direttore
Joshua Bell violino

Sollima Tempeste e ritratti
Bruch Concerto per violino n.1
Dvorák Sinfonia n.7

Alla guida della Budapest Festival Orchestra, il direttore ungherese Iván Fischer ha raggiunto un livello artistico che più volte la critica mondiale ha voluto premiare con riconoscimenti prestigiosi, come il recentissimo “Disco del mese” della rivista Gramophone per l’incisione della Seconda Sinfonia di Mahler. Eccolo finalmente a Roma, sul podio dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, impegnato nella splendida Sinfonia n.7 di Antonin Dvorák, considerata dalla critica il suo assoluto capolavoro nonostante sia superata in notorietà dalla Nona, detta “Dal Nuovo Mondo”. Lo stimolante programma della serata accosta alla Sinfonia di Dvorák il Concerto n.1 per violino e orchestra di Max Bruch, vale a dire uno dei migliori concerti Romantici insieme a quelli di Mendelssohn e Brahms, e molto amato dagli stessi violinisti, che vedrà come solista Joshua Bell, prodigiosa star dell’archetto, vincitore di un Grammy Award e proprietario di un preziosissimo Stradivarius del 1713, più volte rubato e fortunatamente ritrovato, del valore di quasi 4 milioni di dollari. L’apertura del concerto è affidata a Tempeste e ritratti, brano commissionato dalla Filarmonica della Scala per il concerto di chiusura della Stagione 2001 al giovane compositore siciliano Giovanni Sollima, tra i più seguiti da un pubblico giovane attento ai nuovi linguaggi della musica: diviso in tre parti, è ispirato alla Tempesta di Shakespeare. I due “ritratti” del titolo sono quelli di Prospero e sua figlia Miranda, e seguono il primo brano, espressione della tempesta che dà inizio al dramma.
info: www.santacecilia.it

a cura di Susanna Persichilli