Tutta l’opera di Pietro Nardini raccolta in un Catalogo Tematico

Nell’anno delle celebrazioni dei 250 anni dalla morte di Giuseppe Tartini, sembra inevitabile ricordare il suo prediletto e migliore allievo Pietro Nardini (Livorno 1722 – Firenze 1793) presentando un’opera fondamentale di tutta la sua attività che oggi sembra tornata all’attenzione degli esecutori più consapevoli: si tratta di un Catalogo tematico pubblicato nel 2017 dalla Casa Editrice Diastema, “Pietro Nardini, da Livorno all’Europa” a cura dei ricercatori Federico Marri e Marie Rouquié.

“Pietro Nardini, da Livorno all’Europa” di F. Marri e M. Rouquié, Diastema Editrice

La scuola violinistica di Tartini era famosa in tutta Europa: molti giovani si affidavano a lui per apprendere non solo i segreti tecnici e musicali, ma soprattutto la convinzione dell’inseparabilità del bello, del buono e dell’essere, una linea educativa e di pensiero a cui Nardini si adeguò velocemente divenendo un apprezzato esperto acclamato in tutta Europa e tra i più celebrati del secondo Settecento, sia come violinista che come compositore.

La forza della sua identità stilistica risiedeva nel cantabile, nell’ornamentazione espressiva degli Adagio e nel magistrale virtuosismo tecnico che lo portarono a fondare una scuola violinistica a Firenze formando, a sua volta, eccellenti strumentisti.

Pietro Nardini strinse con Tartini una vicinanza musicale ma anche umana, tanto che lo seguì fino agli ultimi momenti della sua malattia e della vita, prodigandosi per lui. Del suo maestro ha conservato la chiarezza e l’efficacia delle melodie e ha continuato a sviluppare la cantabilità strumentale, ovvero l’arte di fiorire l’adagio. Nardini, però, viveva nel suo tempo, nel nascente classicismo, e si inserì nello sviluppo di questo nuovo stile. La sua, lungi dall’essere una musica indefinibile o addirittura contraddittoria, congiunge profondità del discorso e leggerezza di un linguaggio in cui essenzialità e frivolezza lavorano insieme.
Accostarsi a Nardini significa accettare di introdursi nella complessità determinata dal trovarsi «tra due stili»: la ricerca di significati, di discorsi propri della musica barocca viene infatti trascritta da lui in un linguaggio nuovo, costituito da un registro prevalentemente elegante, ricco di colori musicali e pieno di spirito.

La musica di Nardini è una chiave che apre la porta di un linguaggio nuovo ancora troppo poco utilizzato dai violinisti di oggi, ma che arricchisce la percezione e l’interpretazione degli stili barocco e classico.

Pietro Nardini

Questo catalogo – per la cui redazione ci si è avvalsi dei moderni strumenti di ricerca e che per la prima volta presenta in modo sistematico la produzione di Nardini dopo il pionieristico lavoro di Clara Pfäfflin – vuole essere proprio la porta per entrare nell’opera di un violinista-compositore che suscitò l’interesse dei Mozart e di numerosi altri suoi contemporanei.

Il lungo lavoro di ricerca è stato commissionato al musicologo Federico Marri, direttore dell’Istituto Superiore di Studi Musicali «Pietro Mascagni» di Livorno, e alla violinista Marie Rouquié dagli Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi nella veste della sua Presidente, la dott.ssa Annamaria Pecchioli Tomassi, inserendosi in un percorso che gli Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi da qualche anno hanno iniziato a sostegno delle ricerche condotte dalla Biblioteca dell’Istituto Superiore di Studi Musicali «Pietro Mascagni» di Livorno, allo scopo di far meglio conoscere musicisti e personaggi nativi di Livorno che ebbero e continuano a raccogliere importanti riconoscimenti a livello internazionale, per renderne vivo e costante l’interesse.

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

“JOHANN ALLEIN”: UN ROMANZO IN MEMORIA DI MARIA BARBARA BACH

Alvise Filippo Stefani con il suo romanzo “Johann allein” pubblicato da Diastema Editrice è il vincitore  della seconda edizione del premio letterario Lorenzo Da Ponte, il concorso letterario riservato a testi narrativi inediti contenenti inequivocabili riferimenti musicali.

L’autore è un giovane violinista e l’ispirazione per questo romanzo è arrivata durante lo studio delle Sonate e Partite di Bach per violino solo delle quali, nella seconda parte del testo, con prosa colta e raffinata, propone un’analisi emotiva ipotizzando le emozioni del grande compositore mentre scriveva questa musica, in un momento molto difficile della sua vita.

Anno domini 1720. Ritornato a Köthen dopo due mesi di assenza, un giovane Johann Sebastian Bach scopre che Maria Barbara, la prima moglie, si è ammalata ed è morta. Un evento importante nella vita del musicista, ma che tuttavia svanisce senza essere troppo affrontato dalla biografia ufficiale, sulla scia dell’immagine del kantor sorridente e inflessibile di Lipsia che i posteri hanno ricostruito. Al contrario, il giovane Bach fu un uomo sanguigno e vitale, un animo agitato da ogni passione, anche di un’ira esplosiva di cui i suoi contemporanei danno testimonianza. Lungi dal voler essere biografico o storico, il romanzo ripercorre la vita di Bach attraverso le selve della Turingia e della Sassonia, ma si propone anche come una meditazione centrifuga di un giovane Bach nella solitudine della sua dimora di Kothen.
Ripercorrendo la vita del maestro, Stefani cerca di descrivere il comportamento di un uomo di fronte a misteri che ancor oggi affliggono il nostro presente tanatofobo, indagando le vie e i paesaggi musicali attraverso cui il giovane compositore è riuscito a esprimere il suo dolore trasfigurandolo con la sua arte e rendendo quindi omaggio a Maria Barbara, lasciata troppo spesso nella penombra della morte prematura avvenuta esattamente trecento anni fa.

Alvise Filippo Stefani è nato a Treviso nel 1994 e si è laureato in Lettere Classiche a Venezia con specializzazione in Filologia e Letteratura Italiana. Attualmente si sta perfezionando presso l’Indiana University (Bloomington, IN). Accanto agli studi letterari sta portando avanti lo studio del violino, collaborando con orchestre giovanili e da camera; ha partecipato a varie masterclass.

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

“Fisco amico”: guida pratica dedicata ai musicisti per hobby o professione

Vi presento un testo molto utile e interessante pubblicato da Edizioni Curci, una strenna natalizia per sciogliere ogni dubbio di amici e familiari musicisti, ma anche degli artisti nel senso più ampio.

Se c’è una figura professionale poco approfondita dal punto di vista fiscale è quella del musicista. Una lacuna che ora viene colmata dal libro “Fisco amico per musicisti e artisti” di Carmen Fantasia: la guida pratica e completa dedicata proprio a questo settore. Il libro si completa di contenuti “riservati” collegandosi online, grazie ad un codice presente al suo interno.

Commercialista, revisore dei conti e consulente, l’autrice affronta due diversi profili: chi fa della musica la propria professione, ma anche chi vi si dedica in modo occasionale per hobby. Quando un musicista inizia a ottenere proventi economici dalla sua attività si chiede anzitutto se sia obbligato ad aprire partita Iva e come debba affrontare correttamente gli adempimenti fiscali legali e previdenziali. Il libro contiene risposte aggiornate e concrete a questi e a molti altri quesiti, con un linguaggio accessibile anche a chi non ha alcuna preparazione in materia giuridica e fiscale. Tra gli argomenti trattati: l’inquadramento professionale, l’attività occasionale con le regole per operare anche senza partita Iva al di sotto dei 5000 €, il lavoro autonomo, le cooperative, l’Iva nel settore dello spettacolo, i regimi contabili, la previdenza, l’ex ENPALS, il certificato di agibilità, il diritto d’autore, il mondo del no profit, l’e-commerce, il self publishing e la tutela del plagio.

Carmen Fantasia è dottore commercialista, revisore contabile, consulente e autrice. Dal 2012 si dedica alle informazioni fiscali utilizzando un linguaggio semplice e alla portata di tutti e comincia un percorso divulgativo organizzando corsi nelle scuole superiori in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate per il progetto “Fisco & Scuola” e corsi di formazione nelle Camere di Commercio. Attualmente tiene convegni e seminari in tutta Italia dedicati alle opere dell’ingegno creativo, argomento ampio che comprende il mondo artistico delle sue diverse sfaccettature e possibilità lavorative. È autrice dei libri “Fisco amico per creativi” alla sua quinta edizione e “Fisco amico per creativi in cucina”.

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

Come si “costruisce” l’artista musicale di successo?

Finiti gli studi, superati gli esami, arriva per ogni musicista il momento di misurarsi con il mondo esterno e di puntare alla gloria o almeno a un percorso professionale gratificante che ripaghi anni di fatiche e sacrifici. Raffinata la tecnica strumentale e costruito un repertorio, sei finalmente sul nastro di partenza per una brillante carriera. Hai tutte le carte in regola e già ti vedi solcare i palcoscenici più importanti, quelli che hai sempre sognato, tra lanci di fiori e applausi scroscianti.
Tutto vero? Non proprio.
I giorni passano, il telefono non squilla e i tuoi sogni di gloria cominciano a sbiadire nel duro confronto con la realtà. Che fare, dunque? Sei bravo e capace… ma nessuno là fuori lo sa.

“L’Arte del Successo” di Valentina Lo Surdo, Edizioni Curci, euro 18

“L’arte del successo – Promotore di te stesso”, pubblicato da Edizioni Curci,  è un manuale teorico e pratico per supportare i musicisti, e gli artisti in genere, nell’avvio e nel potenziamento della propria carriera.
L’autrice, grazie all’esperienza maturata in oltre vent’anni di lavoro a stretto contatto con musicisti e operatori musicali, rivela i segreti utili per muovere i giusti passi nella costruzione di un percorso professionale di successo.

Si tratta di un testo di 175 pagine che al suo interno raccoglie casi, simulazioni pratiche ed esercizi, modelli di autoanalisi per la definizione degli obiettivi e la valutazione oggettiva di competenze e specificità, strategie di comportamento, progettazione e programmazione del piano di comunicazione personale, strumenti di supporto nell’organizzazione pratica del lavoro, analisi del mercato artistico-musicale e delle nuove opportunità professionali.

“La musica è vita ed è la mia vita” – dice Valentina Lo Surdo. “Portarla al cuore della gente è una missione per me, così come guidare i musicisti a trovare il successo che possa renderli felici, in contatto con il proprio autentico progetto, che li faccia sentire realizzati e completati. Ho cercato di realizzare un percorso pratico e al tempo stesso di crescita personale, che si può intrapredere sempre, in qualsiasi momento: è sempre il momento giusto per diventare un artista di successo se si hanno coraggio, creatività e un sogno da coltivare”.

Valentina Lo Surdo è musicista, divulgatrice musicale, conduttrice radio e tv, presentatrice di concerti, organizzatrice di eventi culturali, talent scout, trainer di comunicazione. Dal 2009 conduce il seminario Self Management per musicisti presso Conservatori in Italia e all’estero, Accademie musicali e campus estivi.

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

Orchestra Tipica Madero: il nuovo noir di Alessandro Sbrogiò

Come può l’Orchestra Tipica Madero, scomparsa un quarto di secolo prima a Buenos Aires, riapparire sui manifesti di una città del Nord Italia? Mentre s’aggira un bandoneonista mascherato, i sospetti per l’assassinio di un anziano violinista ambulante ricadono soprattutto sulla figlia, la cantante jazz Nina Cipriani (in realtà, “The Lady Is a Trans”, secondo la sua variazione sul tema). Sulla sua innocenza non nutrono dubbi lo scalcinato manager Rodolfo Fanelli e la pianista accompagnatrice Claudia Minerva. Tra desideri inconsapevoli e paure represse, la spine del racconto è l’indagine parallela in cui i tre si imbarcano. Sullo sfondo il tango e l’Argentina dei desaparecidos.

Dopo il convincente esordio con “Cadenze d’inganno”, sempre per la Casa Editrice trevigiana Diastema, (Premio “Lorenzo. Da Ponte” 2017 e menzione al Festival Giallo Garda 2018), Alessandro Sbrogiò ci guida nei passi che predilige: l’impianto noir, una commedia dei sentimenti, milieu musicale che affronta la “deriva dei generi” con un tocco letterario naturalmente levigato e quella consapevolezza di narrare la Storia attraverso “le storie”, contribuendo così ad apportare corposità al crime.

Alessandro Sbrogiò: Catanese di nascita e trevigiano di adozione, Sbrogiò è un musicista a 360 gradi: diplomato in contrabbasso, è stato uno dei fondatori della Venice Baroque Orchestra, prima, e della Magister Espresso Orchestra, poi. Attualmente si dedica alla composizione e di progetti culturali e didattici nell’ambito della rete Doc Servizi. È uno dei fondatori della Magister Espresso Orchestra con la quale ha registrato un CD di sue composizioni dal titolo Banda Vaga (Edizioni Freecom Music)

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it