1 – Il disegno della forma del violino.

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Questo tutorial è inteso al solo scopo di illustrare il metodo del disegno della forma stradivariana ispirandosi al metodo basato sulla sezione aurea illustrato da Sacconi nel suo libro. Cioè a dire che il discorso sul disegno della forma è in continuo aggiornamento, per cui è bene aspettarsi futuri aggiornamenti del tutorial stesso.

Quello che bisogna aspettarsi dal tutorial: un metodo basato sulla sezione aurea che porta a realizzare il disegno della forma stradivariana in passi e metodiche sufficientemente semplice da poter essere affrontate con successo praticamente da chiunque.

Ciò che invece non bisogna aspettarsi dal tutorial è una precisione ingegneristica del disegno della forma, in quanto il metodo stesso pur rispettando le proporzioni auree della forma stradivariana, lascia completamente liberi di scegliere le curve degli zocchetti delle punte e delle punte degli zocchetti di testa e di fondo.

Quello che noi abbiamo corretto nel metodo di disegno proposto nel tutorial sono state alcune approssimazioni nel calcolo geometrico della sezione aurea: è bene infatti precisare che qui non si parla mai di calcoli matematici, bensì di soluzioni dettate dalla pura geometria.

Infatti, se si avesse intenzione di realizzare il disegno della forma “G” seguendo puntualmente le istruzioni contenute nel libro di Sacconi si arriverebbe ad un punto irreversibile di arresto, per cui si sarebbe costretti ad approssimare il disegno finale con istruzioni dettate dal solo buon senso.

Noi abbiamo elaborato il metodo del disegno della forma “PG”, valido anche per la forma “G” e “P”, a partire da un quadrato e da due triangoli isosceli che si intersecano avendo base rispettivamente sul lato superiore ed inferiore del quadrato. La dimensione del lato del quadrato è elaborata empiricamente in base alla lunghezza della forma originale stradivariana.

In questo modo, calcolando graficamente le sezioni auree sui lati dei due triangoli, si individuano le larghezze massime dei polmoni superiore e inferiore. Si può quindi procedere alla determinazione dei punti cruciali sull’asse centrale della forma, quali l’altezza degli zocchetti delle punte, le proporzioni dei polmoni rispetto alla zona centrale delle CC, la posizione del diapason (in corrispondenza delle tacche interne delle effe) e il punto di massimo spessore del fondo.

Infatti, non è proprio il massimo della precisione ritenere che le proporzioni auree siano rispettate dividendo il lato del quadrato in nove parti e poi prenderne la quarta e quinta parte per determinare le larghezze massime inferiore e superiore dei polmoni, poiché il rapporto tra le due larghezze massime superiore ed inferiore non è sempre 5:4. Come già detto, questo lo si può fare ricorrendo ad una semplice costruzione grafica basata sulla sezione aurea.

Sull’attendibilità della sezione aurea ho avuto spesso occasione di discutere con architetti e matematici, i quali si sono spesso dimostrati scettici su detto principio, poiché non se ne sarebbe dimostrata mai la reale applicazione nell’architettura antica. Lungi da me dall’entrare in un campo così controverso, ho preferito indagare le risorse disponibili ai tempi dell’Umanesimo e sono arrivato al trattato di Luca Pacioli “De Divina Proportione” e quindi applicare il principio della sezione aurea seguendo l’esempio di Sacconi, che trova le sue radici nell’opera di Pacioli da Sansepolcro. Per gli interessati meglio consultare l’edizione del 1509 del “De Divina Proportione”, poiché contenente i riferimenti e i contenuti attribuibili a Piero della Francesca.