1 – Il disegno della forma del violino.

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I miei disegni delle forme stradivariane realizzati con il metodo della sezione aurea, sono sempre stati realizzati prima di ogni sovrapposizione. In questo senso le fotografie in grandezza naturale di strumenti originali hanno un loro senso, poiché servono comunque ad orientare le scelte del liutaio sugli eventuali scostamenti. Cioè a dire che le fotografie pur mostrando limiti evidenti utilizzandole per costruire la forma di uno strumento, restano comunque uno strumento di riferimento alla fine di un disegno condotto in modo autonomo seguendo il metodo della sezione aurea.

Nel caso della forma del Toscano 1690, la sovrapposizione del disegno con il CTscan, il contorno fasce risulta di circa un millimetro più largo alle CC, pur nella perfetta coerenza delle curve. Questo è dovuto essenzialmente al fatto che la larghezza minima alle CC poteva variare rispetto al calcolo teorico per volontà del liutaio, o come conseguenza del metodo costruttivo, che spesso vede alterata quella dimensione (e non solo quella), dopo avere estratto il contorno fasce dalla forma e averlo incollato al fondo prima, e alla tavola armonica dopo.

In una sovrapposizione con il “Tiziano” 1715 di Stradivari, il contorno fasce sembra essere risultato aderente al contorno teorico “aureo” derivato dalla forma “P”.

Ho proceduto quindi alla verifica mediante sovrapposizione con un violino di Nicolò Amati del 1666, un passo obbligato se teniamo conto dello stile “amatizzato” che Stradivari adottò per almeno due decenni. In questo caso ho avuto bisogno solo della lunghezza della cassa armonica del violino Amati, proprio per lasciare al metodo della sezione aurea la libertà di determinare le larghezze massime dei polmoni inferiore e superiore.

In tutti i casi presentati in questo scritto ho tenuto conto di una forma “P” la cui lunghezza corrisponda a circa 346mm.

Anche in questo caso la sovrapposizione realizzata dopo il completamento del disegno della forma “P” con la fotografia in grandezza reale del violino Amati 1666, ha mostrato una buona corrispondenza, eccezion fatta per un polmone inferiore leggermente più stretto e un polmone superiore leggermente più largo, ma coincidente con le curve delle CC, per cui sono portato a pensare che la ripresa fotografica dello strumento in questo caso non sia stata effettuata in modo propriamente fotogrammetrico.

La curva superiore dello zocchetto di testa mostra una lieve difformità rispetto alla fotografia, per cui dovrebbe risultare un poco più piatta nel disegno. Così pure la lunghezza delle punte inferiori e superiori, che notoriamente nei violini amati risulta in genere più elevata rispetto a strumenti di altri autori.

Ma tralasciando le curve degli zocchetti delle punte e quelli degli zocchetti di testa e di fondo, per cui resta un livello elevato di soggettività, come vedremo anche per i violini di Guarneri del Gesù, le curve delle CC e dei polmoni appaiono comunque coerenti, lo stesso per le proporzioni generali dello strumento.

Non si ripeterà mai abbastanza, che aldilà della corrispondenza o meno delle misure e delle curve di uno strumento, l’aspetto più importante è dato dalle proporzioni.

Poiché Jacob Stainer sembra avere avuto qualche rapporto con la bottega Amati, perché non approfittare per fare un raffronto tra il disegno “aureo” della forma “P” e un violino del liutaio di Absam?

Per questo ho avuto la fortuna di trovare alcuni CTscan di uno Stainer del 1668, quindi uno strumento praticamente coetaneo del violino di Nicolò Amati del 1666.