1 – Il disegno della forma del violino.

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Sovrapposizione del disegno Forma “P” con il violino “Alard” 1742 di Guarneri del Gesù

È quindi la volta dello “Alard” Guarneri, uno dei violini tardi di Guarneri del Gesù e meglio conservati. Nonostante le forti irregolarità che si riscontrano nel contorno e nella lavorazione generale dello strumento, è possibile anche in questo caso una sovrapposizione attendibile tra la forma “P” e il contorno fasce rappresentato dalla linea del filetto.

Come prevedibile, le punte superiori non risultano corrispondenti al disegno per la soggettività dovuta alla natura stessa del metodo costruttivo che prevede l’uso della forma interna. In particolare per questo modello e anche per gli altri modelli costruiti nello stesso periodo, notiamo che Guarneri abbia sostanzialmente “aperto” e innalzato di alcuni millimetri le punte superiori, consentendo in questo modo una facilitata e veloce piegatura delle fasce delle CC. Questa è una pratica che io ho adottato spesso nei miei lavori fin dai primi strumenti: aprire le punte e modificarne le curvature seguendo l’estro del momento, consente al liutaio di adattare al meglio il suo stile e il suo lavoro. Questo è anche il pregio del metodo costruttivo con la forma interna: nessun violino sarà mai lo stesso.

La pratica comune di chi si accinge ad affrontare un modello Guarneri, ma questo vale anche per altri autori, è quella di ricalcare la linea della filettatura da una fotografia in grandezza reale dello strumento, quindi viene scelta la metà che si ritiene migliore e meno irregolare e la si rovescia a “libro”, formando così una copia speculare della metà precedente. Unite le due parti, si ottiene la forma intera dello strumento, ma in questo modo si ottiene quello che si può definire un vago simulacro della forma originale di un violino di Guarneri, poiché le irregolarità costituiscono quelle impronte di personalità rappresentato dal cuore del metodo stesso della forma interna.

Degno di nota è che il disegno della forma “P” sovrapposto ai CTscan degli strumenti di Guarneri del Gesù, ne mette in rilievo tutte le asimmetrie, non solo dovute alla lavorazione della cassa armonica nel momento della rifinitura dei bordi, ma anche della lavorazione degli zocchetti delle punte e dell’incollaggio del contorno fasce sul fondo in acero, tale che spesso le CC non appaiono giacere sullo stesso piano, in specie negli esemplari di produzione tarda.

Copiare il corpo di uno strumento non significa possederne l’anima, poichè la copia non contiene nessuno degli elementi critici che ci hanno portato al disegno della forma interna, quali le proporzioni tra le larghezze massime dei polmoni e le loro relazioni con la parte centrale, il tutto ben scandito e determinato nella costruzione del disegno.

Posizionare le effe in una forma Guarneri copiata da una fotografia in grandezza reale, magari piazzandole a 195mm dal bordo superiore della tavola armonica è nei fatti un non-sense poiché non si arriverà mai a capire il motivo per cui quello strumento rivela nei fatti un diapason di 193mm, e a volte anche meno: un fattore che non può essere eluso semplicemente pensando di dover adeguare un violino antico alle necessità moderne.

Il disegno della forma “P” realizzato con il metodo della sezione aurea, arriva a risolvere brillantemente tutte queste contraddizioni senza tradire il “segreto” delle proporzioni dei violini originali. Niente toglie che si possa realizzare una forma “P” di 347 o 348mm per poter raggiungere gli agognati 195mm dal bordo superiore della tavola, anche se a questo ci aveva già pensato Stradivari con la forma “PG”, che può essere benissimo utilizzata per “guarnerizzare” un nuovo violino ritoccando le curve delle punte e quelle degli zocchetti di testa e di fondo.